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VIAGGIO IN ETIOPIA E CONGO - Nuovo Fiore in Africa

VIAGGIO IN ETIOPIA E CONGO

Riccardo Braglia, presidente della Fondazione nuovo Fiore in Africa insieme a don André, Luca Guidicelli, Carlo Canonica e Alessia Ghezzi sono partiti il 13 marzo per un viaggio che li ha portati dapprima in Etiopia e poi in Congo.

 Domenica, 23 marzo 2014

 Riccardo Braglia, presidente della Fondazione Nuovo Fiore in Africa insieme a don André, Luca Guidicelli, Carlo Canonica e Alessia Ghezzi sono partiti il 13 marzo per un viaggio che li ha portati dapprima in Etiopia e poi in Congo.

In questo viaggio in Africa, dove abbiamo vissuto emozioni fortissime, che solo in parte le fotografie e i filmati potranno mostrare.

Per Riccardo Braglia questo è l’ennesimo dei tanti viaggi che ha fatto sinora in Etiopia, dove ha realizzato già un’impressionante scuola dove vengono educati ben 650 bambini. Per don André, Carlo, Alessia e Luca questo viaggio è un po’ una prima nell’Africa equatoriale e tutto appare così nuovo e in parte anche strano. Comunque per tutti noi il viaggio in Congo-Brazzaville è un’enorme novità.

Sappiamo che in Congo la vita è profondamente diversa. Qui in Etiopia siamo stati confrontati con una capitale, Addis Ababa, nella quale è abbastanza evidente il contrasto tra una minoranza che vive nell’agio e nella sicurezza economica e la maggioranza povera, che si arrangia dignitosamente. Una maggioranza che ha capito che il proprio futuro, basato spesso dall’analfabetismo, è segnato e irreversibile.

Queste persone hanno capito che la vera rivincita la potranno avere attraverso i propri figli, per i quali fanno la scelta più importante della loro vita, facendo loro seguire i corsi nelle scuole.

Nella scuola ad Addis Ababa, creata dalla famiglia Braglia con la Fondazione Nuovo Fiore, abbiamo visto 650 volti sorridenti di bambine e bambini, tra i 4 e i 10 anni, che hanno tantissima voglia di venire a scuola, sia perché imparano a leggere e scrivere nella loro lingua locale, sia in inglese. Inoltre a scuola hanno la possibilità di lavarsi quotidianamente. Vivono in un ambiente protetto, curato e pulito.

Abbiamo chiesto in ogni classe che abbiamo visitato, dai più piccini ai più grandi, poche ma fondamentali cose; ad esempio abbiamo chiesto solo:

“Vi piace andare a scuola?” e tutti hanno urlato in coro e sorridenti di sì!

 “Cosa volete fare da grandi?” e abbiamo sentito professioni importanti, come dottori, piloti, architetti, ingegneri, scienziati, informatici, chimici ecc.

Siamo rimasti profondamente colpiti dalla consapevolezza che questi giovani hanno del loro futuro e del fatto che grazie all’educazione di base di questa scuola potranno accedere a scuole sempre più impegnative e aspirare a professioni di tutto rispetto che daranno loro la possibilità di uscire dalla capanne di fango e abitare invece in case di mattoni.

È con queste immagini che abbiamo raccolto in Etiopia, siamo partiti alla volta di Pointe-Noire in Congo, dove siamo stati ricevuti da don Jean Badinga, ex sostituto Parroco di Carabbia e Carona per oltre due anni. Con lui ci siamo intrattenuti a lungo mostrandogli ciò che abbiamo visto qui in Etiopia, affinché – anche grazie all’aiuto della Fondazione Nuovo Fiore – potremo da una parte continuare le opere della Fondazione Buon Samaritano fortemente voluta da don Jean, con attività di creazione di una fattori a per l’allevamento di maiali e pollame, e dall’altra parte dare inizio al più presto alla costruzione di una prima scuola, con il supporto delle suore Salesiane.

Lunedì, 24 marzo 2014

Dal 13 al 18 marzo siamo stati in Etiopia dove abbiamo fatto visita a diverse scuole sia ad Addis Ababa sia nella regione di Zway. È stata un’occasione importante sia per la Fondazione Nuovo Fiore in Africa, presieduta da Riccardo Braglia, sia per la Fondazione Buon Samaritano Svizzera-Congo, rappresentata da Luca Guidicelli e da don André.

Abbiamo visto le scuole già costruite dalla Fondazione Nuovo Fiore in Africa e le scuole presso le quali la Fondazione intende ampliare le strutture già esistenti. Per la Fondazione è stato un momento estremamente importante sia per controllare l’andamento di ciò che è stato già costruito sia per prendere le misure di ciò che sarà costruito domani.

Il 18 marzo, pieni di emozioni per quanto abbiamo visto in Etiopia, siamo partiti alla volta del Congo, dove finalmente ci siamo riuniti a don Jean, che ci ha ospitati presso la casa d’accoglienza della diocesi di Pointe-Noire, dove siamo stati fino a sabato 22 marzo.

Abbiamo finalmente visto con i nostri occhi la prima fattoria per l’allevamento dei maiali, costruita interamente con i fondi della Fondazione Buon Samaritano e sul posto abbiamo capito quali problemi necessitavano di soluzioni urgenti.

In occasione poi di una visita alle Suore salesiane di Pointe-Noire, che dirigono una scuola di avviamento professionale, la Fondazione ha presso un’importante decisione: si procederà al più presto all’elevazione di un ulteriore piano dell’attuale stabile scolastico, destinando un piano al corso di alfabetizzazione delle ragazze che non sono mai potute andare a scuola. Si tratta di ragazze dagli 8 ai 16 anni che vivono nelle zone più povere di Pointe-Noire. Inoltre verranno dedicate un paio di aule ad un nuovo corso professionale agricolo, che formerà i contadini e allevatori che opereranno nelle future fattorie in Congo.

Abbiamo poi colto l’occasione di una visita al Monastero di Loango, gestito alle suore della visitazione, vicino a Pointe-Noire e vicino alla tristissima “Via degli Schiavi” che porta al mare.

Il momento più intenso lo abbiamo infine vissuto nell’esatto punto in cui un tempo uomini conducevano gli schiavi e li vendevano ai trafficanti che li portavano nelle Americhe, avviandoli verso una vita di stenti e di tristezza. Da quel punto sono partiti oltre 2 milioni di schiavi dal 1889 al 1923.

Un altro progetto discusso è la potenziale attività di far ripartire la Scuola Elementare in stabili già esistenti a Diveniè, nel nord del Congo/Brazzaville. La scuola era stata abbandonata durante la guerra civile che aveva devastato il Congo venti anni fa. Il progetto consisterà in lavori di manutenzione e ripristino dei locali e l’acquisto di banchi, sedie e materiale scolastico.

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